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Pina Vicario

autori

PINA VICARIO
PINOCCHIO IN RIME
Trasposizione in quartine di versi ottonari dell’opera integrale di Carlo COLLODI
Illustrazioni di Angela Hart O’ BRIEN
Collana: Biblioteca dei ragazzi
Edizioni Agemina 9788895555829
Pagg. 88 tutto a colori Euro 14,00


Ruggero Y Quintavalle - Organo Ufficiale del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile - maggio-giugno 1985).
Pinocchio, si sa, è uno dei migliori classici della letteratura giovanile in campo internazionale. È stato riprodotto in varie trasposizioni, dal cartone animato al film televisivo e in altri modi ancora. Ma questo nuovo modo di "tradurre" l'Opera di Collodi, almeno per noi, è nuovo e molto gradevole: "Le avventure di Pinocchio" raccontate in quartine di versi ottonari a rima baciata. Quindi un'andatura un po' cantilenante, facile da ricordare anche per i più piccini. Diamo l'idea con le strofe d'inizio: "C'era un vecchio assai stimato/che Ciliegia era chiamato/ per il naso rubicondo/ grosso, lucido, rotondo. E via di questo passo, con un raro senso di humor e di sintesi, a narrare, senza peraltro spostare di una virgola il testo Collodiano.
Ci sembra questo un ottimo metodo per avviare i più piccini alla lettura di uno dei libri più noti del mondo.
Le rime, il ritmo, e le assonanze rimarranno nella memoria con la loro saltalenante allegria fino al momento in cui, padroni della lettura autonoma, potranno godere le emozioni e la gioia di conoscere la favola del popolarissimo burattino. (Dalla Fiera del libro di Bologna).


Albino Bernardini (Unione Sarda del 29/02/1984).
Parlare di Pinocchio è cosa veramente ardua: si è detto ormai tutto in cento e più anni di vita. [...] Però non mi era ancora capitato di leggere Pinocchio in versi. Lo ha fatto una poetessa, Pina Vicario, e debbo dire in modo simpatico e piacevole. Lo si legge come una lunga poesia fatta di quartine baciate. E pare proprio di trovarsi in situazioni diverse, perché la rima dà un taglio nuovo al racconto. I bambini si divertono un mondo, anche perché stimola a rimeggiare, in altre parole, ad esprimersi in altre forme. Io, che forse sono un patito della verifica, cioè mi piace sentire gli effetti, le reazioni dei piccoli, non solo per capire come loro la pensano, ma anche per gioire  con loro, faccio sempre la prova. E questa volta me ne sono andato in una terza elementare di una scuola romana. Ovviamente non è che mi sia seduto  lì e via a sciorinare versi su versi. Questi bambini li conoscevo anche perché scrivono poesie e pure belle. Gliel'ho dato tra le mani, l'abbiamo sfogliato e poi abbiamo cominciato: "C'era un vecchio assai stimato/che Ciliegia era chiamato/ per il naso rubicondo/ grosso, lucido, rotondo.
Bene ci son dovuto ritornare e assieme abbiamo letto il gran finale: "Lo guardaron sbalorditi/ e sorriser divertiti: "Ero buffo veramente/ fe' Pinocchio allegramente".
Si sono applauditi loro stessi e hanno inneggiato a Pinocchio.
E questo penso sia il più bell'omaggio, non solo al grande burattino, ma anche alla brava poetessa e alla sua intelligente trasposizione, che certamente sarà di aiuto a tanti piccoli che in questo modo hanno magari scoperto qualcosa che la prosa non aveva dato loro.


Presentazione di Fioretta Mazzei
Nella prima edizione di “Pinocchio in rime”

Storia di un burattino... questa storia fantastica e vera, sana come il buon pezzo di legno in cui Pinocchio è stato intagliato, privo di imbroglio e di bugia, ma ricca di eccezionale, sfumata, poetica fantasia, ha accompagnato i bambini per un secolo intero, appassionandoli più di qualunque novella, lasciandoli pensosi sul bambino vero e su quell'articolato e pensante pezzo di legno.
«Ma chi è un  bambino?» Ci siamo dovuti chiedere tutti; e anche, senza dubbio: «Ma chi è un uomo? Che cosa c'è nell'uomo?»
In realtà "Pinocchio", così pieno di realismo e di poesia insieme, non si approfondisce mai abbastanza, nelle sue mille proposte, nei suoi innumerevoli, profondi significati.
Per questo una lieta rilettura di Pinocchio in versi può rallegrare la sosta serale di un'intera famiglia, magari come un tempo, vicina al camino, e senza la televisione, "a veglia".
La quartina resta in mente, si ripete volentieri, si anima subito di immagini, di colori e di luci. Si sorride e si ride, grandi e piccini, si impara insieme la grande filosofia del buon senso quotidiano, della saggezza antica che è riflessione, equilibrio, misura, senso del limite, della pochezza e della grandezza umana; e, insieme si spalanca la finestra, la piccola e grande finestra della fatina, col cielo turchino, la luce, il sole o le stelle, con tanta "Presenza" vicino a te e sopra di te, con tanta speranza per tutti.



Pina Vicario
L’avvoltoio sul cuore  
Collana: The best
(romanzo - thriller)
Edizioni Agemina 9788895555461
Pagg. 328
Prezzo di lancio Euro 14,90


Una giovane donna viene assassinata in una villa alla periferia di Firenze e il marito, un manager italo-francese, finisce in carcere con l’accusa di uxoricidio.
Quale mistero nasconde la morte della giovane donna? E quali i retroscena che segnano il destino di un uomo?
Intorno a questo terribile misfatto si snodano fatti e imprevisti, dove i sentimenti giocano un ruolo di primo piano.
Ricchezza e miseria, omicidi e arresti, sospetti e paure, relazioni controverse e tradimenti, costituiscono il tessuto di tutto il racconto in un crescendo a volte drammatico e tragico, a volte suggestivo, e sempre avvincente.
Gli amori, la forza dei sentimenti, le passioni, i problemi di coppia, si intrecciano agli eventi, al crimine, ai personaggi, ai luoghi, alla storia immutabile del mondo, in una fitta successione di intrighi e misteri.
Nella prima parte, la narrazione procede per flashback sulla vita e il contesto sociale in cui vivono i protagonisti e si concretizza in una storia carica di verità umane e di autentica sofferenza.
La Vicario, tra un colpo di scena e l’altro, ci porta a riscoprire tracce della nostra storia a partire dalla seconda metà del novecento, ovvero dalla fase migratoria degli italiani poveri verso nuovi mondi, in cerca di fortuna, fino all’opulenza del nostro passato più recente, frutto a volte di lavoro e grandi sacrifici e a volte di traffici illeciti e compromessi.
Yuri, il protagonista maschile, rappresenta in qualche modo l’uomo di oggi, angosciato e un po’ debole, perché non del tutto adeguato al nuovo ruolo di parità con la donna e, soprattutto, non preparato ad affrontare una società complessa e corrotta, essendo cresciuto in un ambiente sano e rispettoso delle regole.
Martina, la protagonista principale del romanzo, è un’insegnante che non esita ad avventurarsi nelle zone più oscure della città sfidando la morte e improvvisandosi investigatrice, per capire e per scoprire quale sia stato il ruolo effettivo dell’uomo che ama nei delitti di cui viene accusato.



Altre pubblicazioni della Vicario.
Per i ragazzi:
“Pinocchio in rime”;  
“Le strane avventure di mamma chioccia e Tip Tip”.
Per gli adulti:
poesie:
“I Risvolti della memoria”,  
“I confini del tempo”.
Romanzi:
“L’albero delle lune”. (Sceneggiato per i programmi regionali toscani).
Ha collaborato con riviste letterarie e quotidiani.

 
 
 
 
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