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I CONFINI DEL TEMPO

NOVITA'

I confini del tempo

Pina Vicario
collana: Biblioteca Economica di Poesia

presentazione di Luigi Tassinari prefazione di Vincenzo Arnone copertina di Roberto Vicario
ISBN 978-88-95555-02-79 7 8 8 8 9 5 5 5 5 0 2 7pagine 128Euro 10,00

Non è facile accostarsi consemplicità e autentica attenzione a quella cosídifficile edessenziale forma di comunicazione che è la poesia.Ho cercato di farlochinandomi sull’ultima fatica di Pina Vicario, daappassionato lettoredi poesia come sono sempre stato e che è -ovviamente -l’unicotitolo per il quale parlo di questo lavoro che, dico subito,rappresenta un momento di ulteriore maturazione contenutistica eformalenelcammino poetico della Vicario, quanto meno rispetto alsuo non lontano “Irisvolti della memoria”.Segnalo a testimonianzafra le piú significative di quanto ho detto “Follesenza follìa” cosísapientemente costruita con varie felici soluzioni.Non mi eserciterònella ricerca di imprestiti o debiti di Pina verso latradizionepoetica di ieri e di oggi: quale poeta ne è esente? Ma intendocomunque affermare che Pina ha ormai raggiunto un suo personale,inconfondibile stile e personale linguaggio.In questa raccolta ilsenso drammatico dell’esistenza con i suoi piúvistosisegnicontemporanei, assume grande rilievo. Siamo in presenza appunto di unnucleo centrale di tematiche riconducibili al dramma della vita: lavecchiaia, il potere politico ed economico, il bisogno di giustizia.Evidenti ed efficacemente espresse anche le nostre paure cosí attualiprodotte dalla guerra, dalla violenza: sugli uomini e sulla natura, maanchead esempio su Firenze, la nostra città affaticata ed imbruttita.Un altro filone, a Pina cosí congeniale, è quello che si riferisce alrapporto dell’uomo e del poeta con la natura e il tempo (le acque, lepiante, gli astri) e le loro “metamorfosi”.Delicata e misteriosa è lasua ricerca sui segni - e sui segnali - che lecose che ci circondanoemanano talvolta per ammonirci, quasi sempre perlenire i nostrismarrimenti e turbamenti e contribuire ai nostri“risorgimenti” e“riscatti”.Mi sembra inoltre di poter affermare che il suo verso si èfatto piú sicuroe piú ricco il vocabolario poetico e la strutturadelle poesie.A questo proposito sottolineo la costruzione dellepoesie come “Per antichisentieri”, con quel magico inizio: “Pianetiazzurri/ scaglie d’infinito/nuvole vaghe/ in cerca di unazolla/ruvida/ cui affidare il pianto...”; eillampo de “I confinidel tempo”: “La mia frontiera sei/ o tempo sconfinato!/mi disserrigli spazi/ e li rinchiudi/ passo su passo/ respiro su respiro”;l’intima serenità de “Il sorriso della Luna”: “La lunastanotte/attraversail cielo/ inseguendo i miei passi/ si ferma se mifermo/ ascolta i mieipensieri...”Ma ricorderemo anche la magia de“Il talismano": rorida pioggia/ unquadrifoglio azzurro/ occhieggiadal canneto/ come un talismano” o lasuggestione de “Il Colosso dell’Appennino”, quasi novella sfinge: “Solleva/pensoso gigante/ losguardo fisso, chiuso,/ dall’immagine riflessa/ nellospecchio dellago/ e osserva/ il torbido mondo circostante...”; e anche l’inesorabilità de “Il ciclo vitale”: “...Ma la notte/ in agguato/righermíaltramonto/ i suoi colori...” Infine sottolineo la“dichiarazione di voto”che Pina ci offre ne “La pietrafilosofale”:la poesia come impegno individuale e civile: “Invocherò l’amoredeimillenni/ e la costanza/ che cattura il destino/ nel pervicace enigmadel futuro/ trasformerò/ col metamorfico sospiro/ dell’amore/ ognidisfattadella vita”.Prefazione diVincenzo ArnoneC’è sempreun percorso poetico che accompagna la vita di un uomo; al di quadellaparola e nella pace (o pacificazione) di uno spirito che s’interrogasull’essere e il dovere essere o il volere essere. E quando esso emergeediventa potente (o pre-potente) allora si associa alla parola neiversi deipoeti che divengono l’anima di un popolo o di una comunità.Si leggano imille canti testimoniali che hanno dato palpito esentimento a esperienzesepolte da un cumulo di terra, ma risorte peruna luce perenne; e silegganoi mille canti testimoniali che oggitrasmettono al futuro i segni di unasocietà in movimento.Si legganoquesti “I confini del tempo” di Pina Vicario che già nella primasezione dànno la misura di una dimensione poetica: le metamorfosi, nelrichiamo ovidiano e nelle mutazioni di cose e ambienti.Nella suaprecedente raccolta “I risvolti della memoria” del 1988 laVicarioaveva cantato, sulla scia del tempo, illusioni, sogni e nostalgie checostruiscono la vita di un uomo; ne “I confini del tempo”, in un certosenso, continua il discorso poetico dando alla pagina un accentuatosignificato del reale e ad un tempo del sogno:La mia frontiera sei/otempo sconfinato!/ Mi disserri gli spazi/ e lirinchiudi/ passo supasso/ respiro su respiro.S’apre lo sguardo verso orizzonti chespaziano su paesaggi dell’anima e delcuore (Capo d’Orlando,Pratolino, Firenze, Marina di Cecina...), sucontraddizioni dellasocietà odierna (Colono di Giustizia, I gridatori, NelGolfo Persico)per perdersi in una follia poetica dove “Dal diario senzatempo/riaffiorano indecisi/i tempestivi giochi di memoria./La nostalgiapungente/è come stilla che scava la roccia/.Forse trovano unincrocio, nella poesia della Vicario, i sogni di un tempoela realtàdei nostri duri giorni, al dire di Joseph Roth: “Spesso intrecciobeisogni fiabeschi d’un tempo/ e credo ai miracoli come un piccolobambino.../”E forse è proprio in questa fusione di tematiche esentimenti che la parolaacquista una forza del tutto inaspettata e leimmagini contengono una luceche arriva fin dentro il cuore.Iprecedenti “Risvolti della memoria” e questi “I confini del tempo”costituiscono un breve poema che percorre le strade dell’anima ed èsegnodiuna meta che s’intravede nelle aspirazioni della vita; unbreve poema chevorrebbe lanciare la staticità della pagina per farsigrido di tanti drammiinascoltati, tanti quanti noi siamo, tantiquanti vorremmo essere.Così la poesia della Vicario si fa voce deinostri frammenti di pensieropercondurci a dimensioni elevate oltrei confini del tempo.La società di oggi ha bisogno di tali poeti nellasfida alla bruttezza ealla violenza e nella proposta di una Bellezzache eleva sentimenti easpirazioni.
Vincenzo Arnone


 
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