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Agnese Bonini

autori

AGNESE BONINI
I MIEI PENSIERI
(poesie)
Collana: La Fenice
Prefazione di Mela Mondì Sanò
Edizioni Agemina 9788895555164
Pagine 152 Euro 10,00


Prefazione di Mela Mondì Sanò

Le poesie di Agnese Bonini, “I miei pensieri”, si presentano, fin dall’inizio, impregnate della esperienza viva della vita per cui pian piano implodono in quella seduzione che soltanto le cose vere sanno dare.
L’autrice analizza luoghi, rapporti, relazioni, eventi, come se volesse farne un elenco, ma alla fine essi diventano un unico paesaggio: “Il paesaggio della memoria” che non è l’evanescente passato delle cose vissute e sofferte, ma è il “fatto”, “l’accadimento”, che rende solare l’anima degli stessi versi.
In tale contesto le parole diventano cromatiche: “sul pesco, sul ciliegio, e sull’ulivo” illuminati dalla “stella”.
È una vita dura quella dei contadini di Valdichiana, ma l’Agnese può revocarla con nostalgia, può ricordare senza rimpianti, con la tenerezza di una madre che, forte della sua pedagogia, dice: “non seguite i fanatici che sanno solo predicare”. Si avverte, infatti, palpitare l’intreccio dei sentimenti: la letizia del ricordo e la tristezza del ritorno come quando “a piedi nudi correvo nei prati” e “la tristezza di non più ritrovarti”. Infatti quel che colpisce è proprio la gamma dei sentimenti che si incrociano nei versi semplici e senza pretese, sentimenti che vanno dall’amore coniugale e materno alla compassione, alla pietà, alla tenerezza, al rimpianto, alla preghiera, per cui il lettore dimentica metrica e stilistica e si lascia coinvolgere dalla cascata di parole purissime.
Così il mondo di Agnese diventa un mondo che trasborda dai confini che ad esso l’autrice si prefigge di dare e si fa forma per raccogliere tutte le ansie, le domande e le risposte, gli urti, i fallimenti, i cambiamenti di una realtà che muta sotto l’implacabile scure del progresso... o del... regresso.
Al “Fiume” Agnese dice accorata: “sei rimpicciolito e sciupato come un vecchio abbandonato”.
Ma la poetessa non critica, osserva, descrive ed accetta con l’unico scopo di continuare ad amare, tant’è che la memoria di qualsiasi evento, non si fa mai per lei deserto. È un mondo autentico che vale la pena assaporare perché lì i versi sprigionano note che si fanno melodia, la quale diventa di per se stessa una interpretazione religiosa del mondo.
Palermo, 27-01-2009


Agnese Bonini, nata a Castiglion Fiorentino, località Porto a Cesa il 3 Marzo del 1930, ha frequentato la terza elementare, conseguendo il diploma solo nell’età adulta.
Si è sposata a 18 anni e l’anno successivo ha dato al mondo la sua prima ed unica figlia Gabriella.
Ha vissuto i suoi primi 20 anni in questa terra natia di cui la sua scrittura è piena.
Successivamente, ha abbandonato le campagne aretine insieme alla famiglia, alla ricerca di un nuovo lavoro.
Ha svolto le più varie mansioni, anche le più umili, fino a quando, giunta a Prato alla metà degli anni ’50, ha gestito un piccolo negozio di mercerie e poi ha collaborato alla gestione dell’azienda di commercio all’ingrosso del marito. Da quando si è ritirata dal lavoro passa parte del suo tempo libero a scrivere pensieri e poesie in gran parte raccolti nell’ambito della presente pubblicazione.
Il 26 Febbraio di quest’anno festeggia il suo 60° anniversario di Nozze.

 
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