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1504 NOTTE ALL'HOSTARIA "LA GUERCIA"

CATALOGO



Valentino Rocchi
1504 – Notte all’Hostaria “La Guercia”

Andolfo Collenuccio uomo di corte del XV secolo
Prefazione di Renzo Montagnoli
Edizioni Agemina
ISBN 978-88-95555-11-9 EAN ISBN 9788895555119

(Romanzo storico - 2aedizione)


I libri di “qualità” della Piccola Editoria

Il tocco magistrale di un “Autore” si riconosce dall’abilità con la quale riesce a trascinare il lettore nei meandri della sua mente e lo induce ad appropriarsi della pagina, dell’ambiente, dei personaggi narrati, per far rivivere la loro storia nel passato e nel presente.

Valentino Rocchi, già autore di numerosi libri e - per l’Agemina - de “LA MAGIA DEL FUOCO”, ci riconferma, con questo romanzo “1504 – Notte all’Hostaria La Guercia” (Agemina 2a edizione) le sue particolari doti di “maestro della narrativa”.
Non è semplice, infatti, argomentare di avvenimenti storici relativi a un passato così lontano, se non si è sviscerata e approfondita la materia trattata e se l’Autore non si proietta all’interno dei fatti riportati con la passione e la perizia di chi conosce l’animo umano e i risvolti della mente dell’uomo di potere. E, soprattutto, di colui che del potere si rende custode e difensore.

Pandolfo Collenuccio, protagonista dell’opera, è uomo di corte del XV secolo.

Richiamato a Pesaro da Giovanni Sforza, trascorre l’ultima notte da uomo libero in un’hostaria, rievocando, attraverso flashback mirati, i momenti più cruciali e importanti della sua vita, e ricostruendo, così, la storia politico-culturale delle corti del XV secolo.
Personaggi, cortigiani, usi, costumi, moda, congiure, fonti non legali di ricchezza, scorrono davanti agli occhi del lettore, come in un grande affresco epocale.

È un lungo viaggio storico che, tra forza d’inventiva e realtà, investe potenze come Venezia - la Serenissima - Milano con gli Sforza, Mantova con i Gonzaga, Firenze con Lorenzo dei Medici, e poi i Farnese, gli Este, il Papato (e gli intrighi dell’epoca), e naturalmente Pesaro, con Giovanni Sforza, reduce da una congiura ordita a suo danno da Cesare Borgia.
Scopriamo così che Pandolfo Collenuccio lavora, come un fine tessitore di alleanze e di solidarietà tra Potenti, man mano che avanza nella carriera e vive le sue non facili vicende familiari e amorose.
Caduto in disgrazia, pur presagendo la sorte cui va incontro, non torna indietro.

Nella stessa notte, mentre Pandolfo Collenuccio, all’Hostaria La Guercia, rivive con la memoria gli avvenimenti dell’epoca - che lo hanno visto coinvolto in prima persona - anche Giovanni Sforza, chiuso in una stanza del suo palazzo, in compagnia dell’ambiguo nano Torricella, suo acuto confidente e segretario, rivive gli incubi residui della persecuzione e quelli più aspri del persecutore. Intesse le medesime vicende storiche dell’epoca con scenari più equivoci e infidi. E prepara le vendette.
Valentino Rocchi ha creato, con questo romanzo, un’opera di ampio respiro, che merita un posto di primo livello, non solo nel campo della narrativa, ma anche e soprattutto nel campo storico.

L’affinità di eventi così lontani nel tempo, eppure così vicini ai nostri più recenti - dove la cortigianeria, le lordure ambientali, la disparità tra ricchezza e povertà, continuano a parlarci di poteri e strapoteri, di vittime e di persecutori - conferiscono a questo libro un forte carattere di attualità.





Valentino Rocchi
1504 – Notte all’Hostaria “La Guercia”
Pandolfo Collenuccio uomo di corte del XV secolo

(romanzo storico)

Prefazione di Renzo Montagnoli
Edizioni Agemina - 2ª edizione
9788895555119 – pagine 296 – Euro 18,00


Già ho scritto qualche tempo fa di questo bellissimo romanzo storico, allorché risultava edito da Argalia e con il titolo di Notte all’Hostaria La Guercia.
Mi risulta quindi difficile riparlarne in altri termini, per quanto in questa seconda edizione non sia cambiato solo il titolo, ora più indovinato ed esplicativo, ma anche perché opportunamente l’autore ha colto l’occasione per apportare piccole modifiche, per la verità nulla di importante, ma che hanno finito per perfezionare un’opera già originariamente di elevato livello.
A suo tempo avevo scritto che era un capolavoro e anche ora il mio giudizio resta invariato, perché l’impronta, la struttura mantengono le stesse caratteristiche che così tanto mi avevano impressionato.

Quella notte trascorsa in una cameretta dell’Hostaria La Guercia è lunga un’intera vita, costituisce l’occasione per l’uomo Collenuccio di ripensare al lungo percorso che l’ha portato fin lì. E se il personaggio storicamente si presenta di notevole interesse, quello che permea di grazia tutta l’opera è la sua essenza, è quello spogliarlo dei panni di protagonista famoso di un’epoca per metterlo a nudo, per ricondurlo al suo stato di uomo fra gli uomini.
È solo così, infatti, che ci è consentito di avvicinarlo, di vivere con lui, di essere parte dei suoi sentimenti.
Se fosse rimasto un personaggio idealizzato, ben staccato nelle sue caratteristiche da quelle di tutti i mortali, non avremmo potuto apprezzare le bellissime pagine della sua iniziazione alla vita sessuale, né avremmo potuto comprendere i suoi tormenti, né essere partecipi delle sue pene d’amore.
Così, in una notte dal futuro molto incerto, anzi dalla sensazione che non ci sarà un futuro, Pandolfo Collenuccio, nel raccontare di se stesso, finisce con il dialogare con noi, proponendoci episodi in cui non è difficile che ci possiamo riconoscere, ma il tutto con una delicatezza che dona al ricordo la dimensione della sacralità, lo fa diventare una testimonianza indelebile di una vita vissuta.
Quel rievocare il tempo andato alla luce dei dubbi e dei patemi d’animo del presente impregna tutto il romanzo di una velata malinconia, umanizza il personaggio e in tal modo lo fa sentire parte di noi.
Così la sua emozione del primo rapporto con Maria, chiamata affettuosamente ‘susina acerba’ per le sue qualità estetiche, diventa anche la nostra emozione, la sua nostalgia per questo primo amore finisce con l’essere anche la nostra e, sebbene per un naturale senso di conservazione non moriamo con lui (una pagina, questa, di altissima letteratura), però siamo lì presenti e diventa veramente difficile riuscire a trattenere le lacrime.
Ma anche l’aspetto storico è tutt’altro che secondario, con la descrizione di un’epoca e con un corollario di personaggi anche famosi che non finiscono lì a caso o che vengono citati solo per convenienza, ma perché c’è una precisa ragione logica che li colloca nella trama, rispondendo di fatto a quello che avvenne veramente.

Si riesce così a tornare indietro nel tempo, quasi ci si cala nel mondo del quindicesimo secolo, in compagnia di questo protagonista che in effetti fu un grande cortigiano e diplomatico.
Incontreremo così Poliziano, Pico della Mirandola, i Borgia e così via, in un affresco storico che nulla lascia alla fantasia, ma che interpretato in chiave romanzesca risulta particolarmente avvincente.

È strana, comunque, la vita. Io non sapevo nulla di questo Pandolfo Collenuccio, ma da quando ho letto questo libro mi sembra che sia diventato un vecchio amico, il cui ricordo ormai mi accompagna.


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